Gra, Idrovia e infrastrutture collegate: l’eredità delle incompiute.

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Non c’è solo l’elettrodotto nell’agenda delle amministrazioni locali del territorio come delle comunità della zona, pesano anche le grandi incompiute dell’Idrovia e del raccordo anulare di Padova.

Negli ultimi giorni, il dibattito è tornato ad infiammarsi: da una parte le manutenzioni su ponti e manufatti dell’idrovia, dall’altra l’intervento in favore del Gra (Grande Raccordo Anulare di Padova) della presidente di Cav (gli acronimi si sprecano, in questo caso Consessioni Autostradali Venete). Con l’aiuto di Brenta Sicuro che ha recuperato gli articoli del Mattino di Padova sul Gra, vediamo di ricostruire la vicenda.

 

Idrovia e manufatti

 

 

 

 

Rischio chiusura per i ponti sull’idrovia Padova-Venezia, il Pd tuona: “Solidarietà ai sindaci”

I consiglieri Francesca Zottis e Bruno Pigozzo all’attacco: “Il Veneto virtuoso lascia la patata bollente nelle mani delle amministrazioni locali con una leggerezza irresponsabile”

 

Il rischio c’è. E fa indignare Francesca Zottis e Bruno Pigozzo: i consiglieri del Partito Democratico si scagliano contro la paventata chiusura dei ponti sull’Idrovia Padova-Venezia dopo la missiva inviata dalla Direzione operativa dell’area Tutela e sviluppo del territorio della Regione ai Comuni di Padova, Mira, Dolo, Saonara e Vigonovo, nella quale si chiede un incontro con le amministrazioni locali per fare il punto sulla situazione.

“Sembrava uno scherzo di cattivo gusto…”

Zottis e Pigotto esclamano in coro: “La Regione non può scaricare la manutenzione delle infrastrutture di propria competenza sui Comuni, minacciando come alternativa la loro chiusura. Quando abbiamo visto la lettera pensavamo ad uno scherzo di cattivo gusto e invece è una nota ufficiale. Piena e totale solidarietà ai sindaci, siamo davvero senza parole”. Prosegue l’attacco dei due consiglieri: “In realtà la Giunta ha messo nero su bianco una proposta inaccettabile, a maggior ragione considerando la strategicità dell’opera: cedere ai Comuni ponti e cavalcavia pena il divieto di transito poiché mancano le risorse per la manutenzione. Il Veneto virtuoso, dopo aver tralasciato per troppi anni il tema della manutenzione, sull’onda dell’emotività in seguito alla tragedia di Genova, lascia la patata bollente nelle mani delle amministrazioni locali con una leggerezza irresponsabile. Si arrangino loro, altrimenti si procederà alla chiusura per tutelare la pubblica incolumità. Respingiamo al mittente questo scaricabarile, invitiamo la Regione a chiedere pubblicamente scusa per la lettera e, soprattutto, a fare una doverosa retromarcia. Visto che adesso c’è un ‘governo amico’, Zaia avvii un tavolo congiunto tra Stato e Regione sul tema delle manutenzioni. Le risorse si possono e si devono trovare, specialmente per risolvere un problema noto da anni”.

Padova Oggi, 29 agosto 2018

 

 

Primo servizio del Tgr Veneto sullo stato dell’Idrovia.

 

Il servizio del Tgr Veneto sui ponti dell’Idrovia

 

Gra di Padova

Ultima crociata per il Gra, Serato e assessore di Zaia in missione dal ministro

Articolo del Mattino di Padova del 25 agosto 2018

Filippo Tosatto / PADOVA Avesse una elle in più, potremmo romanzare in toni cavallereschi questo capitolo amministrativo dormiente, avvolto da un oblìo decennale. Già. Del Grande raccordo anulare di Padova – il sistema viario ideato nel remoto 2003 per collegare alle autostrade le zone ovest e nord del capoluogo e quest’ultimo all’asse Marghera-Mestre – si è persa ogni traccia. Una circostanza che lo colloca a buon diritto sul versante delle opere incompiute. Luisa Serato, oltre alla Cav (le Concessioni autostradali venete) lei presiede anche la fatidica società Gra di Padova, composta da Serenissima, Autostrada Brescia-Padova e Consorzio Via Maestra.

È tempo di suonare le campane a morto o le è rimasto un colpo in canna? «Il Gra non è defunto ma sconta una lunga fase di paralisi; da quattro anni, cioè da quando ho assunto la presidenza, stiamo tentando di uscire dall’impasse. In che modo? Dopo aver modificato il progetto contestato, raccogliendo il consenso unanime di tutti i sindaci coinvolti, l’abbiamo sottoposto alla Regione, che ha manifestato interesse e sostegno. Tanto che a settembre, insieme all’assessore alle infrastrutture De Berti, incontreremo il ministro Toninelli per sensibilizzarlo circa l’importanza dell’opera e sollecitare il via libera del Governo». Quali modifiche? E cos’è cambiato nel dettaglio dell’opera? «Lo scoglio maggiore, quello che ha determinato la stasi, era rappresentato dalla strada camionabile, parallela all’Idrovia, voluta all’epoca dall’assessore Chisso, che ha suscitato la radicale opposizione degli enti locali della Riviera del Brenta, convinti che avrebbe incrementato i flussi di traffico sui loro territori.

Ebbene, dopo aver contattato, più volte, i 22 sindaci del Padovano e del Veneziano interessati dal Gra, ho ottenuto il sì unanime alla realizzazione della sezione di anello mancante, dalla curva Boston a Villafranca attraverso Selvazzano, Rubano e Mestrino, per intenderci; nonché allo scavo di un canale di dieci km da Saonara a Mira, a completamento dello Scolmatore. Hanno posto una sola condizione: la cancellazione della camionabile». E lei che ha fatto? «Mi sono rivolta all’Autorithy Anticorruzione e ho chiesto: se modifichiamo il progetto originario, approvato definitivamente in tutte le sedi, dovremo ripartire da zero? La risposta, giunta dopo un anno, è stata confortante: la società Gra è proponente, la Regione concedente e se quest’ultima concorda sulla variazione d’accordo con gli amministratori locali, l’iter può proseguire senza alcun problema». Sospiro di sollievo, allora. Ma il passo successivo qual è stato? «Sono andata in Regione e ho investito della questione il governatore, Luca Zaia, e l’assessore Elisa De Berti». Lei è una leghista della prima ora, le avranno spalancato le braccia…«Diciamo che ho percepito interesse e grande attenzione. L’offerta di un canale lungo dieci chilometri, con un costo di 140 milioni a nostro carico, è giudicata preziosa ai fini di una completa salvaguardia dell’assetto idraulico, perciò la Regione ha espresso sostanziale disponibilità a riaprire il dossier, tanto che, dopo la pausa d’agosto, ci recheremo a Roma a sollecitare il sostegno del ministero». In bocca al lupo.

Tuttavia Danilo Toninelli, ligio alla linea 5 Stelle, è allergico alle opere impattanti e ancor più ai project financing mentre il vostro progetto esibisce entrambe queste caratteristiche. «Ma il completamento del Gra non graverebbe affatto sull’ambiente, al contrario, allevierebbe dal traffico Padova e l’hinterland, con benefici evidenti. Il project? È vero, l’opera è concepita al 100% in finanza di progetto, si ripagherebbe con il pedaggio e non mi sembra una colpa. La società è solida, i 440 milioni necessari per canale e adeguamenti, sono disponibili senza gravare di un cent sui bilanci pubblici. Sono speranzosa».

 

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